News 26 ottobre 2009

Comunicato Stampa

 

“ASPES” annuncia i distributori  di Sirio Hybrid 50cc,

il primo scooter ibrido italiano

Lo storico marchio motociclistico italiano entra nella distribuzione con il suo modello di punta: uno scooter 50cc a 4 tempi con doppio motore integrato (elettrico ed a scoppio) unico sul mercato,in linea con la propria strategia tecnico-ecologica.

 

Mornago, 26 ottobre 2009 Aspes, lo storico marchio motociclistico italiano,  annuncia l’accordo con i distributori avviando così ufficialmente la vendita sul mercato di Sirio Hybrid 50cc.

 

La commercializzazione del veicolo è stata affidata a tre distributori, scelti in base alle aree di competenza, che consentono quindi  ad Aspes la copertura di tutto il territorio nazionale:  

-         New Frautocar s.r.l. per la Lombardia;  

-         Florgas di Massimo  Dall’Aglio per Emilia Romagna, Marche e Veneto; 

-         Punto Gas Srl per Lazio, Abruzzo, Sardegna, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

 

"La chiusura dell’accordo con i distributori segna un importantissimo passo per la commercializzazione del nostro primo prodotto di punta e per la nostra presenza industriale e commerciale ”-  ha dichiarato Umberto Pertosa, General Manager del Gruppo Menzaghi Motors  e Presidente di Aspes.  I distributori scelti, indicati sul nostro sito www.aspesitalia.com, consentiranno la presenza del  nostro veicolo su tutto il territorio Nazionale, e siamo certi che incontreranno un’ottima risposta dai concessionari e dalle officine  che vorranno aderire con la loro professionalità al business del futuro,ormai già palpabile: la rivoluzione elettrica ”.

Lo scooter ibrido Sirio Hybrid 50cc, unico nel suo genere, con un motore ibrido permanente e la possibilità di ricaricare le batterie elettriche (LiFePO4) durante l’utilizzo del veicolo.

Dotato di un comodo tasto selettore posizionato direttamente sul manubrio, Aspes Sirio Hybrid permette la scelta di 3 modalità di andatura:

  1. ENGINE – andatura con il motore a scoppio tradizionale a 4 tempi catalizzato,stato dell’arte del motore termico oggi più ecologico e che  permette di ricaricare la batteria LiFePO4 durante la marcia.
  2. MIX MODE – modalità ad andatura iniziale “elettrica” e che successivamente,in modo del tutto automatico,permette di passare a quella mista “elettrica + a scoppio” quando il mezzo supera la velocità di 18 km/h. Infatti, la centralina a microprocessore di cui è dotato l’Aspes Sirio Hybrid, rilevando questo aumento di velocità, attiverà tramite il motorino di avviamento,il motore a quattro tempi e, in maniera semplice e senza il minimo sforzo, passerà la propulsione anche a quest’ultimo.

In pratica da 0 a 18 km/h funziona il solo motore elettrico, da 18 km/h a 30 km/h i due propulsori si integrano fornendo contemporaneamente energia per poi passare al solo motore a scoppio oltre i 30 km/h. A questo punto  l’elettrico commuterà in generatore per eseguire la ricarica della batteria LiFePO4.

  1.  ELECTRIC – andatura del veicolo in solo elettrico,mediante l’esclusivo utilizzo del solo ed efficiente motore elettrico.

Inoltre, la batteria di Aspes Sirio Hybrid, LiFePo4, offre due comode modalità di ricarica: attraverso l’utilizzo del motore a scoppio (carica automatica durante il moto) senza necessità di cavi o corrente e/o  attraverso la presa di servizio esterna,mediante carica batterie esterno.

 

Aspes

Aspes, fondata a Gallarate alla fine degli anni ’50 e nata inizialmente come produttore di biciclette, avvia nel 1961 la costruzione di ciclomotori, presentando sul mercato modelli che hanno fatto storia nel panorama motociclistico italiano: la Cross Special, l’Apache 125 e la Navajo, ciclomotore da Regolarità che conquisterà grande successo tra i giovani, grazie anche alle vittorie conquistate da Felice Agostini (fratello del più noto Giacomo), campione italiano Cross Cadetti nel 1971.  Termina  la sua attività con la Hopi e la Yuma, due veicoli, anche loro, ancora nel cuore degli appassionati.

Nel dicembre 2008 il marchio è stato acquisito dalla Menzaghi Motors S.r.l. con sede a Mornago (Varese).

 

 

 

Per il Motociclista.info Maurizio Potenza   

News 26 Marzo 2009

 

È tornata ASPES: due ruote della storia motociclistica

che puntano al futuro!

Lo storico Marchio italiano torna, dopo 27 anni, proponendo nuovi modelli di motard ed entrando nel mercato degli scooter 50, 125 e 150 cc.

Milano, 26 marzo 2009 – La Menzaghi Motors s.r.l annuncia l’acquisizione del marchio Aspes e si propone di rilanciare la storica Casa motociclistica italiana nel segno della qualità e, sopratutto, dell’innovazione.

Aspes, in linea con la sua tradizione, si presenterà sul mercato con nuovi modelli di motard e, diversamente dal passato, con nuovi scooter, a ruota bassa ed alta, con cilindrate comprese in una fascia da 50 a 150cc, tutti a quattro tempi e perfettamente in linea con le ultime norme anti-inquinamento.

Aspes si avvale di una qualificata rete di partner commerciali, figure altamente specializzate che uniscono l’esperienza tecnica ad una forte passione e conoscenza storica dei valori del Marchio, i quali gestiscono la vendita dei prodotti presso i dealer di categoria.

Siamo orgogliosi di annunciare, dopo 27 anni, il ritorno di uno dei Marchi che hanno fatto la storia del motociclismo”, ha dichiarato Umberto Pertosa, General Manager di Aspes. “I prodotti che lanceremo sul mercato sono il perfetto connubio tra qualità, design e prezzi altamente competitivi, con particolare attenzione alle caratteristiche di eco-sostenibilità che saranno espresse in pieno soprattutto nel nostro prodotto di punta di prossima presentazione”.

Aspes, fondata a Gallarate alla fine degli anni ’50 dai fratelli Sorrentino, apparteneva da ultimo alla Famiglia Augelli con il supporto dal Cav. Antonio Leggerini. L’azienda, nata inizialmente come produttore di biciclette, avvia nel 1961 la costruzione di ciclomotori, presentando sul mercato modelli che hanno fatto storia nel panorama motociclistico italiano: la Cross Special, l’Apache 125 e la Navajo, ciclomotore da Regolarità che conquisterà grande successo tra i giovani, grazie anche alle vittorie conquistate da Felice Agostini (fratello del più noto Giacomo), campione italiano Cross Cadetti nel 1971. Termina la sua attività con la Hopi e la Yuma, due veicoli, anche loro, ancora nel cuore degli appassionati.


 

Per la stampa

Ufficio Stampa Aspes
press@aspesitalia.com
tel. 328 2570575

 

Aspes nella Storia

Aspes è stata una casa motociclistica italiana attiva dal 1961 al 1982. Fu fondata a Gallarate dai fratelli Sorrentino verso la fine degli anni ’50 e iniziò la propria attività producendo biciclette fino al 1961, anno in cui entrò nel mercato dei ciclomotori utilitari. Nel 1966 Aspes presenta il modello sportivo Sprint, dotato di motore a due tempi Minarelli P4, e l’anno successivo è disponibile il Fuori Strada.

Dal 1969 parte la produzione di una serie di modelli che ancora oggi sono rimasti nel cuore di milioni di appassionati di motociclismo. La Cross Special, 50 da Regolarità e l’Apache 125 (1970), che montava un motore monocilindrico Maico a disco rotante e non il classico Sachs. Il Navaho (1971) che fece breccia nel cuore dei giovani grazie ai colori e al design accattivante , fu una moto che porto Felice Agostini (fratello del più famoso Giacomo) alla vittoria del campionato italiano Cross Cadetti del 1971.

Nel 1972 Aspes presenta la Hopi 125, subentrata all'Apache, che ebbe enorme successo nel cross.

È del 1973 la storica Yuma, una 125 stradale dall’elevata velocità (oltre 130 Km/h di velocità massima) con il motore derivato da quello dell'Hopi, che si segnalò anche per un ottimo riscontro presso il mercato francese soprattutto per le competizioni per moto di serie.

Nel 1977 (fino al 1979) Aspes lanciò il "Criterium Monomarca Aspes Yuma", primo esempio di trofeo monomarca in Italia che diede la possibilità a molti giovani piloti, tra cui Loris Reggiani, Fausto Gresini, Maurizio Vitali e Davide Tardozzi di segnalarsi all’attenzione dello scenario motociclistico italiano.

Dopo un declino partito con la fine degli anni '70, Aspes venne assorbita nel 1980 da Unimoto, che ne usò il marchio per quattro anni fino alla cessazione di ogni attività nel 1986

 

Per il Motociclista.info Maurizio Potenza   


 

 

 

 


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