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È tornata ASPES: due ruote della storia motociclistica che puntano al futuro! Lo storico Marchio italiano torna, dopo 27 anni, proponendo nuovi modelli di motard ed entrando nel mercato degli scooter 50, 125 e 150 cc. Milano, 26 marzo 2009 – La Menzaghi Motors s.r.l annuncia l’acquisizione del marchio Aspes e si propone di rilanciare la storica Casa motociclistica italiana nel segno della qualità e, sopratutto, dell’innovazione. Aspes, in linea con la sua tradizione, si presenterà sul mercato con nuovi modelli di motard e, diversamente dal passato, con nuovi scooter, a ruota bassa ed alta, con cilindrate comprese in una fascia da 50 a 150cc, tutti a quattro tempi e perfettamente in linea con le ultime norme anti-inquinamento. Aspes si avvale di una qualificata rete di partner commerciali, figure altamente specializzate che uniscono l’esperienza tecnica ad una forte passione e conoscenza storica dei valori del Marchio, i quali gestiscono la vendita dei prodotti presso i dealer di categoria. “Siamo orgogliosi di annunciare, dopo 27 anni, il ritorno di uno dei Marchi che hanno fatto la storia del motociclismo”, ha dichiarato Umberto Pertosa, General Manager di Aspes. “I prodotti che lanceremo sul mercato sono il perfetto connubio tra qualità, design e prezzi altamente competitivi, con particolare attenzione alle caratteristiche di eco-sostenibilità che saranno espresse in pieno soprattutto nel nostro prodotto di punta di prossima presentazione”. Aspes, fondata a Gallarate alla fine degli anni ’50 dai fratelli Sorrentino, apparteneva da ultimo alla Famiglia Augelli con il supporto dal Cav. Antonio Leggerini. L’azienda, nata inizialmente come produttore di biciclette, avvia nel 1961 la costruzione di ciclomotori, presentando sul mercato modelli che hanno fatto storia nel panorama motociclistico italiano: la Cross Special, l’Apache 125 e la Navajo, ciclomotore da Regolarità che conquisterà grande successo tra i giovani, grazie anche alle vittorie conquistate da Felice Agostini (fratello del più noto Giacomo), campione italiano Cross Cadetti nel 1971. Termina la sua attività con la Hopi e la Yuma, due veicoli, anche loro, ancora nel cuore degli appassionati.
Per la stampa
Ufficio Stampa Aspes
Aspes nella Storia Aspes è stata una casa motociclistica italiana attiva dal 1961 al 1982. Fu fondata a Gallarate dai fratelli Sorrentino verso la fine degli anni ’50 e iniziò la propria attività producendo biciclette fino al 1961, anno in cui entrò nel mercato dei ciclomotori utilitari. Nel 1966 Aspes presenta il modello sportivo Sprint, dotato di motore a due tempi Minarelli P4, e l’anno successivo è disponibile il Fuori Strada. Dal 1969 parte la produzione di una serie di modelli che ancora oggi sono rimasti nel cuore di milioni di appassionati di motociclismo. La Cross Special, 50 da Regolarità e l’Apache 125 (1970), che montava un motore monocilindrico Maico a disco rotante e non il classico Sachs. Il Navaho (1971) che fece breccia nel cuore dei giovani grazie ai colori e al design accattivante , fu una moto che porto Felice Agostini (fratello del più famoso Giacomo) alla vittoria del campionato italiano Cross Cadetti del 1971. Nel 1972 Aspes presenta la Hopi 125, subentrata all'Apache, che ebbe enorme successo nel cross. È del 1973 la storica Yuma, una 125 stradale dall’elevata velocità (oltre 130 Km/h di velocità massima) con il motore derivato da quello dell'Hopi, che si segnalò anche per un ottimo riscontro presso il mercato francese soprattutto per le competizioni per moto di serie. Nel 1977 (fino al 1979) Aspes lanciò il "Criterium Monomarca Aspes Yuma", primo esempio di trofeo monomarca in Italia che diede la possibilità a molti giovani piloti, tra cui Loris Reggiani, Fausto Gresini, Maurizio Vitali e Davide Tardozzi di segnalarsi all’attenzione dello scenario motociclistico italiano. Dopo un declino partito con la fine degli anni '70, Aspes venne assorbita nel 1980 da Unimoto, che ne usò il marchio per quattro anni fino alla cessazione di ogni attività nel 1986
Per il Motociclista.info Maurizio Potenza |
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